Fast good - 2° atto

 

Come promesso, rieccoci a discutere di cibo veloce, gusto e salute.

sabato 4 settembre 2010

Ricordo ancora il mio primo kebab, nel ’95 o giù di lì. Io, allora molto piccolo, ero stato portato a Parigi. Fu proprio in quella città, dalla grande e antica tradizione multietnica, che potei assaggiare per la prima volta il mitico piatto greco-turco (ma non ditelo né ai turchi né ai greci, ché ognuno di loro crede di essere l’inventore della ricetta originale). Mi sembrò straordinario: veder girare davanti al fuoco lo spiedo con la carne, mentre un baffuto cuoco ne ricavava grosse fette con una specie di sciabola, fu uno spettacolo che avrei ricordato a lungo. Oggi, pochi anni dopo, non c’è città, per quanto piccola, nella quale non venga offerto un kebab, o meglio un doner kebab, la versione “veloce” della tradizionale pietanza, nella quale la carne cotta è posta nella pita nel pane arabo. Si tratta, come tutti sapranno, di carni miste infilzate su un grosso spiedo, che cuociono girando davanti a una fonte di calore. Dallo spiedone la carne viene tagliata via man mano che si cuoce, e servita in un “panino” (in realtà spesso si tratta di una specie di focaccia piegata in due). Il tutto è di solito accompagnato da cipolla, pomodori, insalata e tzatziki, una salsa fatta con yoghurt, cetrioli, aglio, sale e olio. È dunque un piatto a base di carne, davvero piacevole se preparato a regola d’arte. A me piace gustarlo solo con cipolla ed eventualmente qualche pomodoro, non amo né i cetrioli né il tzatziki. Le proteine e i grassi saturi, come si potrà intuire, non mancano, anzi rivestono la parte preponderante, a discapito dei carboidrati, che sono forniti dal solo pane. Certo, molto è influenzato dalla scelta della carne e dalla preparazione: con carni troppo magre si otterrà un risultato mediocre, perché è proprio il grasso che mantiene il kebab morbido e gustoso. Ottimo, dunque, come trasgressione golosa; molto meno adatto come pranzo di ogni giorno, in virtù della sua composizione non molto equilibrata: necessario sempre, però, scegliere un “kebabbaro” onesto, che non combini schifezze e scelga carni di buona qualità.

L’insalatona. Prediletta dalle ragazze, che la ritengono “leggera”, è senza dubbio uno dei pasti veloci più consumati, specie in estate. Faccio riferimento, naturalmente, ad una pietanza preparata con una base di verdure (indivia, lattuga, radicchio…) alla quale vengono aggiunti vari ingredienti come tonno, uova sode, formaggi, olive, salumi, e così via. Il gusto, così come il valore nutritivo, dipendono molto dagli ingredienti aggiunti, oltre che dai condimenti utilizzati. Una cosa, però, è costante: l’assenza quasi totale di carboidrati sia semplici sia complessi, un neo da non sottovalutare. Secondo l’opinione più accreditata fra i nutrizionisti, infatti, una dieta equilibrata dovrebbe contenere un 65-70% di carboidrati, la maggioranza dei quali complessi (i famosi amidi di cui ho già detto). La nostra insalata, da sola, ne fornisce davvero pochi! L’insalatona, dunque, è un’ottima soluzione per un pranzo veloce, ma va abbinata ad un cibo ricco di amidi, come un buon pane o una gustosa focaccia.

Mai e poi mai potrei mangiarlo ogni giorno, perché mi annoia, ma il panino è sicuramente uno dei simboli del mangiare veloce. Che sia fatto con un buon pane, fresco e fragrante, è d’obbligo. Che sia riempito con ingredienti gustosi e genuini, è necessario. Ma dove si trova, oggi, un panino fatto bene? Non c’è bar che all’ora di pranzo non offra una scelta più o meno vasta di sandwich e toast, ma spesso, non ci si deve vergognare a dirlo, si tratta di vere e proprie schifezze. Fatti con pane molliccio, ingredienti insipidi e di dubbia freschezza, serviti a temperatura di frigo…che orrore! Ma un panino fatto bene, qualche volta, è una bella soddifazione. A me piace particolarmente se riempito con affettati freschi, o ancora con pomodoro, mozzarella, olive nere, olio e origano. Dal punto di vista nutrizionale, le caratteristiche del panino cambiano drammaticamente a seconda di quello che ci si mette dentro. Così, se i carboidrati non mancano (il pane ne è ricco), il contenuto di proteine e grassi può variare molto: e se si abbonda con insaccati e formaggi, può diventare eccessivo. Quasi sempre carenti fibre e vitamine idrosolubili: meglio aggiungere al ripieno qualche verdura, o almeno consumare un po’ di frutta.

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