Fast good

 

Veloce è bello: mangiare bene in poco tempo

martedì 24 agosto 2010

Qual è la scelta migliore per un pasto veloce? Sono certo che quasi tutti, una volta o l’altra, ci siamo posti questo domanda. È scorretto pensare che quella del cibo veloce sia un’usanza esclusiva dei nostri giorni: il fast food, in diverse forme, è sempre esistito: pensate agli spuntini di pane, cipolle, pecorino e olive (che delizia, la semplicità!) che i pastori erano soliti consumare mentre badavano al gregge, oppure ai parchi pranzi con i quali i contadini si rifocillavano nelle pause del lavoro nei campi.

Ciò che chiediamo (o almeno, chiedo) a una pietanza, anche se veloce, è in primo luogo di essere gustosa: un pranzo sgradevole è capace di rovinare un’intera giornata. Tuttavia, non bisogna dimenticare di buttare un occhio agli aspetti nutrizionali, soprattutto se il “fast food” viene consumato di frequente. Non voglio improvvisarmi nutrizionista, millantando conoscenze che non ho: mi limiterò a dare le mie impressioni su ciascuna proposta gastronomica, attendendo con ansia di conoscere le vostre!

Tra le molte opzioni disponibili sul mercato, prenderemo in considerazione le più diffuse nelle nostre città. Con un’unica discriminante: quella di poter essere acquistate e consumate in meno di 20 minuti, code permettendo.

Il fast-food all’americana: parliamo dei pasti preparati da catene come McDonald’s o Burger King, tanto per non fare nomi. Il menù caratteristico di questi locali è ben noto: panino con hamburgher di manzo (?), formaggio, insalata e salse (in genere in gran copia), accompagnato da patatine fritte e bibita (coca cola la preferita). Si tratta sicuramente di un pasto gustoso e soddisfacente, per gli amanti del genere (io NON lo sono, tanto per essere chiari), tuttavia non si può dire che sia un esempio di alimentazione sana: molto ricco di proteine e soprattutto di grassi e colesterolo (nella carne, nelle salse, nel formaggio, nelle patatine fritte), generoso di zuccheri semplici (nelle salse, e soprattutto nelle bibite gassate), povero di carboidrati complessi (presenti nel solo pane e in misura minore nelle patatine), di vitamine e di fibra.

La pizza: virtualmente, sarebbe il fast-food perfetto: la sua composizione equilibrata, con una maggioranza di carboidrati complessi (gli amidi della “pasta”), e la restante parte divisa più o meno equamente tra proteine e grassi (nella mozzarella e nell’olio d’oliva) la rende adatta ad un consumo frequente. Certo, dipende molto da che tipo di pizza si sceglie: se la Margherita è poco calorica ma piuttosto povera di fibre, altrettanto non si può dire delle pizze a cui siano stati aggiunti abbondanti insaccati e formaggi: qui, il contenuto di grassi si innalza senz’altro al di sopra del limite ideale. Il giusto compromesso sarebbe forse la pizza alle verdure, eventualmente con un po’ di grana o parmigiano: un gustoso pranzo capace di garantire un maggior apporto di fibre, proteine e calcio rispetto alla semplice Margherita. Come dolce, o come spuntino, meglio scegliere della frutta fresca, che ci fornisce un’integrazione di vitamine.

Il non plus ultra sarebbe la pizza con pasta integrale (che sia fatta bene, però, con vera farina integrale e non aggiungendo un pugnetto di crusca a un impasto di farina bianca): il suo contenuto di fibre, vitamine e sali minerali ne fa davvero un pasto completo.

La piadina: il discorso è simile a quello relativo alla pizza. Il tipico “fast food” romagnolo, indubbiamente molto gustoso, apporta una dose consistente di carboidrati, e una quantità variabile di altri nutrienti, a seconda del ripieno scelto. Anche qui, la scelta migliore è forse quella di far riempire la piadina con verdure e formaggi freschi: ottima con il tradizionale squaquerone, ma anche con la ricotta o la mozzarella, accoppiate a verdure fresche come rucola,e pomodori. Anche il prosciutto crudo o cotto può essere una buona scelta, meglio se accompagnato da vegetali. Una manciata di olive nere può rendere il tutto più gustoso. Anche qui, attenzione alle farce troppo grasse: ricordate che l’impasto della piadina, a differenza di quello della pizza, è fatto con lo strutto!

Kebab, panini e insalatone: ne parliamo la prossima volta…Intanto, però, aspetto i vostri commenti. Sono curiso di conoscere le vostre abitudini di “alimentazione veloce”; inoltre, con la vostra collaborazione, mi piacerebbe inizare un piccolo censimento goloso delle specialità veloci diffuse nei luoghi in cui risiedete o che avete visitato: dalla focaccia di Genova ai fish and chips di Londra, quali sono i fast food tradizionali delle varie città?

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