Giovani e droga: fenomeno in crescita

Questo è stato l’argomento toccato durante il primo incontro di Crossroad  dell’anno, tenutosi nella serata di lunedì 12 aprile presso la sala Don Bosco del Ricreatorio San Michele di Cervignano del Friuli. Sala gremita per l’occasione visto il  tema affrontato, sentito e argomentato anche dalle persone presenti particolarmente coinvolte e partecipi.

Perché ormai non si può più far finta di nulla, il problema c’è, è appurato: i nostri ragazzi sono sempre più esposti a situazioni drammatiche, in cui dire no talvolta diventa difficile. Quindi sorge automatico chiedersi come mai si sia giunti a questo punto. Perché  sono così facilmente reperibili le sostanze stupefacenti dai giovani d’oggi.

A tentare di dare una risposta valida  all’incontro erano presenti il dott. Andrea Fiore, direttore del Sert di Monfalcone, accompagnato dai dirigenti scolastici Aldo Durì (Liceo Scientifico Eistein Cervignano, e Malignani) e Bruno Lasca (scuola media Giovanni Randaccio), con la partecipazione del comandante della locale stazione dei carabinieri Alessando Maggio.

Secondo Fiore, il mondo della droga non ha confini, e ciò significa che anche le piccole realtà di paese non sono esenti dal traffico di stupefacenti. “Le cause di questa diffusione coatta sono molteplici. Un giovane d’oggi può andare su internet e consultando siti particolari può avere tutte le informazioni necessarie per costruire una droga in casa”, commenta il direttore del Sert. Non solo. Continuando nel suo intervento, ha reso noto come i prezzi della droga siano scesi notevolmente negli ultimi anni, così da renderla accessibile a tutti. “Con poche decine di euro oggi si acquista un grammo di cocaina”, dice Fiore. Tuttavia, ascoltando il direttore, la famiglia svolge un ruolo cruciale. Infatti, i genitori di oggi capiscono sempre meno i propri figli, ma non solo, anche i fratelli maggiori se pur con un'età minima di differenza trovano difficoltoso capire i fratelli più piccoli. “I ragazzi davanti a questo loro dubbio di valere qualcosa, di avere proprie capacità si trovano indifesi, quindi alcool e droga talvolta sembrerebbero essere la soluzione ai loro problemi”, conclude Fiore.

Significativi sono stati gli interventi dei dirigenti scolastici, in particolar modo quello di Aldo Durì. Infatti, il preside dei maggiori istituti superiori di Cervignano, ha fatto una considerazione a 360 gradi sul tema. “I giovani di oggi devono colmare il vuoto, questa loro solitudine- ha commentato Durì - cibo, videopoker e poi droghe cosiddette legali, vale a dire fumo e alcool sono un altro possibile rimedio che i ragazzi adottano". Il dirigente non si è nascosto sul fatto che anche a scuola esiste un traffico di sostanze illegali e in virtù di ciò ha spiegato come l’istituto ha preso le contromisure per sopperire a questo notevole problema: “Nella mia scuola non si deve spacciare, ed è per questo che sono sempre a stretto contatto con l’arma dei carabinieri e della guardia di finanza - sottolinea Durì – stiamo cercando di informare i ragazzi attraverso corsi di prevenzione, in maniera tale che capiscano l’importanza di un corretto stile di vita, che senza ombra di dubbio porta benessere fisico e specialmente psichico”. Diretto è stato il commento verso le famiglie da parte del dirigente: “I genitori di oggi non si sono attivati a insegnare ai propri figli a camminare senza stampelle – commenta Durì - i giovani sono spaventati, ma bisogna insegnare loro a essere coraggiosi, ad affrontare la vita. Il vincente è quello che sa anche perdere”.

Della stessa opinione è stato anche l’altro dirigente presente in sala, Bruno Lasca, che ha spiegato come nelle scuole medie esista il problema fumo e alcool: “Un ragazzino entra in contatto con la prima sigaretta a circa undici-dodici anni”, commenta Lasca. Anche secondo il preside della scuola media la famiglia deve essere l’ente principale di prevenzione per i ragazzi: "Non possiamo sconfinare i ruoli, noi come scuola possiamo attivarci per far sostenere ai ragazzi corsi di prevenzione sanitaria, ma non possiamo di certo insegnare a fare i genitori”.  

Salvo Barbera