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49^ OPERAZIONE UOMINI COME NOI

48^ OPERAZIONE UOMINI COME NOI

Spettacolo Teatrale per raccogliere sorrisi

Le foto dello spettacolo

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Resoconto 47^ Operazione Uomini come Noi

Ringraziamenti 47^ Operazione Uomini come Noi

47^ OPERAZIONE UOMINI COME NOI

Opere realizzate dal 1999 ad oggi

Quando ho avuto modo di confrontarmi con altri sul significato dell’aiuto che  possiamo dare al prossimo in situazione di bisogno, in genere non ho riscontrato  un netto rifiuto all’aiuto ma altresì un forte scetticismo sulle azioni di sostegno a  favore di questo o quel progetto per i dubbi (qualche volta fondati) che i soggetti  destinatari dell’aiuto non ricevano ciò che a loro è destinato.
Anche nei casi più sostenibili accade che i destinatari ricevano il dovuto in misura  notevolmente decurtata rispetto al ricavato e in alcuni casi che non ricevano nulla!  Ciò può essere dovuto a vari fattori che vanno al di là della validità del progetto o  dell’iniziativa: onestà degli operatori, costi pubblicitari, remunerazione degli  organizzatori, costi di spedizione, assicurazioni, costi dovuti a corruzione, furti, ecc.  È dunque giustificato un ragionevole dubbio sull’efficacia degli aiuti, pertanto  trovo che tale “dubbio” sia legittimo per le persone di buona volontà le quali sono   coscienti che gran parte dell’umanità si trova a vivere o sopravvivere nell’ingiustizia sociale. C’è chi sostiene che eventuali aiuti e sostegni debbano essere dati   esclusivamente da parte delle agenzie governative (il cittadino contribuente delega  lo stato a individuare i bisogni e a intervenire). Trovo diverso l’atteggiamento di   chi, conscio di tale ingiustizia, decide, per evitare errori, di non fare nulla salvo  criticare le iniziative promosse dalle varie organizzazioni. Il bene non è un esclusivo valore dei cattolici; esistono persone di buona volontà che, rendendosi conto delle necessità, promuovono azioni di giustizia e umanità pur non appartenendo ad alcun credo religioso; dobbiamo rispettare questi atteggiamenti perché sono a beneficio  della persona umana. Noi Cristiani siamo più vulnerabili e condannabili per effetto della nostra stessa appartenenza al vangelo di Gesù Cristo.
Il vangelo per noi è la grande ‘fregatura’, è quel qualcosa in più che ti fa sentire responsabile anche quando non lo sei direttamente, quel qualcosa che tiene  sempre viva la nostra coscienza, quel qualcosa che ti fa sentire felice ma non  completamente soddisfatto anche quando facciamo qualcosa di buono per il bene  delle persone. Probabilmente questo stato d’animo fa parte della missionarietà  della chiesa, fa parte del nostro cammino di impegno e di speranza per una giusta  umanità. Ho avuto la grande fortuna di conoscere persone ‘eccezionali’ oltre agli amici con i quali condivi gioie e dolori nella vita; persone che difficilmente  appariranno sui quotidiani o in TV, persone che hanno la vocazione e il coraggio di  dedicare un lungo periodo della loro vita per gli ultimi del Vangelo; non tutti  possiamo avere questa ‘grazia’ ma tutti possiamo sostenerla.

SERGIO ODONI
responsabile dell’operazione ‘Uomini come noi’

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