S. MARIA IN VINEIS: GLI AFFRESCHI SCENA PER SCENA

In fig. E si può vedere la disposizione complessiva delle scene all'interno della chiesa.

Figura E

Gioacchino cacciato dal Tempio [1]
Gioachino, marito di Anna (madre di Maria), si reca al Tempio per fare la sua offerta al primo sacerdote Ruben: questi lo caccia, poiché il matrimonio di Gioachino è ancora infecondo. Sullo sfondo, la città turrita di Gerusalemme; sotto la scena, un frammento di scritta: [...] HIC IN TEMPLUM [...].

Figura 1

Gioacchino esce dalla città [2]
Dopo essere stato cacciato, Gioachino esce da Gerusalemme lasciandosi alle spalle la Porta Aurea. La parte destra dell'affresco è andata perduta a causa dell'apertura di un fornice successivamente richiuso.

Figura 2

Sacrificio di Gioacchino [3]
Gioachino decide di ritirarsi nel deserto per fare penitenza: un digiuno di 40 giorni e 40 notti, terminato grazie all'apparizione di un angelo con l'annuncio della futura nascita di Maria (così come accaduto in contemporanea ad Anna): di quest'angelo rimane solo la mano in posa nunziante, nella parte alta. La scena sembra ripresa dalla cosiddetta Leggenda Aurea, collezione di vite di santi scritta da Jacopo da Varazze, vissuto fra 1228 e 1298.

Figura 3

Nascita di Maria [4]
Sant'Anna, sdraiata sul letto, si protende ad accogliere amorevolemente la figlia Maria appena nata. Sullo sfondo, il ricchissimo drappo rosso è impreziosito da motivi a stampino alternati da lettere in gotico. Nella parte inferiore del riquadro, in caratteri gotici, corre la scritta Nativitas S. Mariae.

Figura 4

Madonna in trono tra i Santi Nicolò, Caterina d'Alessandria e Giovanni [5]
Fedri 1971, p. 22: «Per quanto riguarda l'autore (o gli autori) di questa importante pagina, che è una delle più felici di tutta la pittura friulana del '300, non si trovano per ora se non supposizioni».

Figura 5

Angelo Nunziante [6]
Inginocchiato e con le mani giunte, l'angelo è colto nell'atto di dare la buona novella a Maria.

Figura 6

Madonna Annunziata [7]
Maria è in preghiera, davanti al suo libro, mentre sta per ricevere la buona novella dell'angelo annunciatore.

Figura 7

S. Maria Maddalena [8]
Quasi a grandezza naturale, la santa è sollevata in cielo da due angeli.

Figura 8

S. Caterina di Alessandria [9]
L'identificazione della Santa sarebbe confermata dalla corona turrita, possibile richiamo alle mura di Alessandria, patria della santa.

Figura 9

Natività [10]
La figura di Giuseppe è andata perduta, ma ciò nulla toglie alla bellezza dell'affresco.

Figura 10

Adorazione dei Magi [11]
Giuseppe è in piedi, accanto alla Vergine con il bambino. I tre Magi sono ben riconoscibili. L'identità del primo, particolamente rovinato, la ricaviamo in negativo in base ai doni degli altri due: è certamente Gaspare, che doveva portare l'oro. Il secondo solleva il braccio sinistro ad indicare il passaggio della cometa, mentre porta sulla destra un vaso dorato: è Melchiorre, e il vaso contiene la mirra. Il terzo è Baldassarre, con il turibolo dell'incenso. La scena assume un curioso tono domestico grazie alle altre figure. Un soldato, sceso da cavallo, sta tracannando vino da una bottiglia, mentre arrivano al galoppo altri due compagni in armi, uno dei quali cerca di soffiare la botticella al collega.

Figura 11

Fuga in Egitto [12]
Matteo 2, 13-18: «Essi (la Sacra Famiglia, ndr) erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: "Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto, e resta là finché non ti avvertirò, perché Erode sta cercando il bambino per ucciderlo". Giuseppe, destatosi, prese con sé il bambino e sua madre nella notte e fuggì in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode, perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: "Dall’Egitto ho chiamato il mio figlio". Erode, accortosi che i Magi si erano presi gioco di lui, s’infuriò e mandò ad uccidere tutti i bambini di Betlemme e del suo territorio dai due anni in giù, corrispondenti al tempo su cui era stato informato dai Magi. Allora si adempì quel che era stato detto per mezzo del profeta Geremia: "Un grido è stato udito in Rama, un pianto e un lamento grande; Rachele piange i suoi figli e non vuole essere consolata, perché non sono più"». Questo il racconto di Matteo. Nella nostra scena, però, c'è qualche novità, come il gesto di Giuseppe, che raccoglie i datteri di una palma, e la presenza di una donna, forse un'inserviente, dietro alla Vergine in groppa all'asinello.

Figura 12

Figura di santo inginocchiato [13], di santo seduto [14]
Impossibile l'identificazione, visto lo stato dei due affreschi.

Figura 13 - Figura 14

Figura santo con messale e campana [15]  e figura di santo [16]
Vista l'iconografia (e si confronti il n. 19), il n. 15 è assai probabilmente sant'Antonio. Impossibile l'identificazione della figura accanto.

Figura 15 - Figura 16

Santa in preghiera [17]
Impossibile l'identificazione, visto lo stato dei due affreschi.

Figura 17

Martirio di una santa [18] e Sant'Antonio Abate [19]
La scena raffigura una santa inginocchiata, mani congiunte e testa china, mentre sta per essere decapitata dal suo carnefice, con la spada alzata. Nella parte superiore, un angelo biondo è pronto a portare l'anima della vittima in Cielo. Accanto, la scritta in gotico nella cornice del quadro non lascia dubbi sull'identità del santo, che tiene in mano un messale e una grande campana: è Sant'Antonio.

Figura 18 - Figura 19

Giudizio Universale: il Cristo giudice [20]
La controfacciata, come in ogni chiesa medievale, ospitava un grande affresco con il Giudizio Universale. Ne rimangono solo frammenti: bellissimo il Cristo in mandorla, giudice supremo, sotto il cui trono scorre il fiume infuocato dei dannati.

Figura 20

Giudizio Universale: demonio e dannati [21]
Mentre alcuni dannati bevono da una botte, s'intuisce la figura di un demonio che defeca una donna: un'immagine terribile a fare da monito per il fedele.

Figura 21

Vanni Veronesi